La reputazione è da sempre un valore per i singoli individui quanto per le imprese.

Il “livello di credibilità” di ognuno è sempre stato oggetto di verifiche e definizioni, in ambito personale quanto professionale in questo come nei secoli precedenti.

Gianluca Comin, giornalista e comunicatore, in un articolo su Lettera24 afferma:

Secondo uno studio dellIpsos Global reputation centre, intitolato Unlocking the Value of Reputation, l’87% dei consumatori di tutto il mondo ammette che le proprie decisioni di acquisto derivano fortemente dalla reputazione di cui gode un brand. Nel contesto europeo la percentuale scende un po(il 79% la ritiene una discriminante), ma quello su cui il report si focalizza è l’effetto positivo di una buona reputazione nel medio-lungo termine, non solo nellattimo in cui scegliamo un prodotto.”

La reputazione è dunque fondamentale per le aziende. E dipende strettamente dagli stessi fattori che determinano la fiducia: competenza, serietà e onestà.

Tuttavia, tra innovazioni ed evoluzioni digitali, la reputazione all’interno del meccanismo di fiducia distribuita ovvero il tipo di fiducia che oggi si sviluppa proprio attraverso le tecnologie poggia su tracce digitali in continuo movimento, tracce che dipendono da ciò ciò che facciamo online e che può essere monitorato da chiunque e in qualunque momento (anche a distanza di anni).

Dunque la reputazione ci espone ogni giorno, anche nei gesti più banali. Online l’esposizione è sempre più amplificata e non è più assoluta bensì specifica, declinata. Contestualizzata. Perfino soggettiva, a volte perché le singole piattaforme, ciò che gli altri utenti interpretano quanto le stesse parole e azioni possono scatenare reazioni, pareri e commenti.

Ecco perché online la reputazione è strettamente legata ai frazionamenti dei tanti e vari strumenti utilizzati (applicazioni, portali, piattaforme, social network, siti, chat…). Tutte tecnologie in movimento e in continua evoluzione.

Tuttavia le tracce digitali che determinano la reputazioni sono strettamente legata alle competenze dimostrate che portano a interazioni positive, a uno storico digitale costruito sul buon rapporto con i clienti e i partner, al raccontare storie oneste e trasparenti.

Allo stesso tempo la serietà e l’onestà si misurano giorno per giorno, rispettando gli impegni presi, ascoltando clienti, fornitori e partner, ma anche mostrando la propria realtà per ciò che è, nei successi quanto nei fallimenti. Autentica.

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